martedì 7 dicembre 2010
Info sui pullman dall'Emilia Romagna per la manifestazione a Roma il 14 dicembre
giovedì 30 settembre 2010
Comunicato Yes we cash: A proposito di reddito...
Questa campagna ha attraversato in questi mesi tutta la nostra regione, coinvolgendo movimenti, centri sociali, associazioni, singoli cittadini, partiti, sindacati, dando vita a numerose occasioni di ragionamento e confronto sulla necessità di un ripensamento delle attuali forme di welfare.
Come dimostra il dibattito di questi giorni, questa esigenza è talmente evidente che anche nelle sedi più istituzionali non si è potuto ignorare il problema.
A questo proposito, come attivisti di una mobilitazione che per prima ha avuto il merito di riportare alla ribalta queste tematiche, riteniamo che la proposta avanzata in questi giorni dal presidente Richetti, e cioè "allargare" la cassa integrazione ai precari– per quanto rappresenti una primo e incoraggiante passo verso il riconoscimento della figura del lavoratore precario come un soggetto del tutto privo di garanzie e tutele – abbia invece aggirato esplicitamente la questione “reddito”.
Parlare di "lavoro" oggi significa dover parlare di tutta la complessità di un presente dove si intensifica lo sfruttamento e la completa assenza di diritti. Per questo motivo chiedere l'istituzione di reddito garantito, minimo, diretto, sganciato dalla prestazione lavorativa, universale, singola e non su base familiare permetterebbe a tutti gli individui una garanzia di "minimi " adeguati ad una vita dignitosa in una società dove le regole del mercato del lavoro troppo spesso sono in tensione con i principi costitutivi della sfera pubblica come l'eguaglianza di opportunità.
E' evidentemente altro rispetto alla redistribuzione delle risorse e all'allargamento della cassa integrazione, che riguarderebbe semplicemente ex lavoratori – seppur precari – senza un ripensamento della completa struttura di un ormai vetero e scricchiolante welfare.
L'altro tema eluso è quello dell'individuazione di risorse aggiuntive da destinare a tutto ciò, se dietro all'intento di "riequilibrare" i meccansimi di assegnazione delle stesse si nasconde la vecchia logica della "coperta corta", con cui coprire temporanemente le falle più evidenti del sistema.
Alle istituzioni spetti l'impegno nella ricerca di altre e nuove risorse da destinate ad un nuovo welfare, anche al fine di evitare scontri “mediatici” tra garantiti e non garantiti, in una condizione in cui la precarietà è ormai vissuta e percepita come tratto comune di una società intera.
Campagna regionale Yes we cash
lunedì 17 maggio 2010
lunedì 10 maggio 2010
Emilia Romagna - Manifestazione della campagna Yes we cash, durante la seduta di insediamento della giunta regionale



Emilia-Romagna:
"Vasco, 1000 euro possono bastare!"
Questa mattina manifestazione della campagna "Yes we cash!" durante la seduta di insediamento della giunta regionale della regione e ottiene un incontro con il neo presidente Richetti
Stamattina una cinquantina di attivisti della rete Yes We Cash ha manifestato alla fine della prima seduta della Giunta Regionale dell'Emilia Romagna. Mentre il neo eletto presidente Matteo Richetti chiudeva i lavori dalla balaustra è stato esposto un grande striscione con la scritta “ Vasco, diamo un senso a questa storia, 1000 euro al mese possono bastare” e calata una corda dove venivano stese delle mutande, a richiamare uno degli slogan della campagna “Siamo rimasti anche senza mutande”. Al megafono diversi interventi che chiedevano un incontro con il neo rieletto governatore Vasco Errani per aprire un tavolo di discussione sulla proposta di legge regionale per il reddito minimo garantito.
Stamattina a incontrare immediatamente i manifestanti è stato invece il neo presidente Matteo Richetti che ha riconosciuto il valore dell'iniziativa e promesso un incontro con i promotori della campagna tra un paio di settimane.
Una prima vittoria per la campagna che da mesi sta portando avanti in tutta la Regione mobilitazioni attorno al tema dell'inadeguatezza del welfare durante la crisi, le nuove figure del lavoro immateriale e soprattutto sulle inesistenti tutele del lavoro precario e su questo sta coinvolgendo reti di lavoratori della cultura, del sociale, studenti e studentesse, precari e precarie in diverse iniziative di dibattito sulla proposta da portare in Regione. “Vogliamo un welfare che risponda alle nostre esigenze – hanno scandito i giovani - siamo noi la ricchezza delle nostre città e abbiamo diritto a progettare e costruire un futuro”.
Rassegna stampa sull'azione di oggi:

